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Effetto serra: costi della carne e risparmio vegan

Wed Sep 16, 2009, 2:34 AM
ARTICOLO ORIGINALE: [link]

L'associazione di consumatori tedesca Foodwatch ha pubblicato nell'agosto 2008 un report sull'impatto dell'agricoltura e dell'allevamento sull'effetto serra, il primo nel suo genere che confronta anche la metodologia di produzione - agricoltura e allevamento biologici o meno.

Lo studio è stato svolto dall'Istituto tedesco per la Ricerca sull'Economia Ecologica (IOeW), e ha tenunto conto delle emissioni di CO2 risultanti dalla coltivazione dei mangimi per gli animali, dall'utilizzo dei pascoli per l'allevamento e dalle deiezioni prodotte dagli animali stessi.

Il confronto, per risultare di facile comprensione al pubblico, è stato esplicitato in termini di "km equivalenti" percorsi in auto (una BMW, per la precisione), e quindi spiega a quanti km percorsi in auto equivale la produzione 1 kg di carne, 1 kg di grano, ecc. in termini di emissioni di gas serra nel processo produttivo.

Il risultato che ne emerge è che, come già noto da altri studi, il tipo di alimentazione più ecologista è quella 100% vegetale, vale a dire l'alimentazione vegan. L'alimentazione vegetariana ha un impatto 4 volte più alto, quella onnivora 8 volte più alto.

Questo solo per quanto riguarda l'effetto serra, ma va tenuto presente che come impatto ambientale totale contano anche i consumi di acqua, sostanze chimiche, terreni, e l'inquinamento da deiezioni in generale, e anche su questi fronti la produzione di alimenti animali ha un impatto molto maggiore di quella della produzione di vegetali per il diretto consumo umano.

Se confrontiamo le emissioni di gas serra dovute al cibo consumato da una persona per un anno intero, e le esprimiamo come equivalente in km percorsi in auto (BMW) in un anno, questi sono i risultati numerici dello studio:

Alimentazione vegan
Da agricoltura bio: 281 km
Da agricoltura convenzionale: 629 km

Alimentazione latto-ovo-vegetariana
Da agricoltura bio: 1978 km
Da agricoltura convenzionale: 2427 km

Alimentazione onnivora
Da agricoltura bio: 4377 km
Da agricoltura convenzionale: 4758 km

Come si vede, l'agricoltura biologica è una scelta molto ecologica, ma solo se si consumano direttamente i vegetali: con un'alimentazione vegan, si possono dimezzare le emissioni di gas serra, se si scelgono vegatali da agricoltura biologica. Ma anche con l'agricoltura convenzionale, la scelta vegan batte di molte lunghezze le altre due possibilità.

Viceversa, la scelta biologica non è molto rilevante nell'alimentazione onnivora (è quasi insignificante), e nemmeno in quella latto-ovo-vegetariana.

E' importante notare che non è vero, come in molto credono, che il problema sia solo quello del metano emesso da bovini, pecore e capre durante la digestione: il problema esiste per tutti gli animali d'allevamento, perché è dovuto in larga misura al fatto che per produrre 1 kg di carne è necessario coltivare appositamente una quantità di mangime che va da 4 a 35 volte tanto, con tutti gli sprechi - di energia, acqua, sostanze chimiche, ecc. che questo comporta.

Il report affronta anche il problema pratico di che cosa fare con la lobby degli allevatori. Gli autori del report parlano chiaro: serve una diminuzione dei consumi di carne, latte e formaggi, uova, non ci sono altre soluzioni. Questo lo sostengono l'associazione di consumatori Foodwatch, e il Ministero dell'Ambiente tedesco.

  • Mood: Mad
  • Listening to: Zarathustra - Museo Rosenbach
  • Reading: Anna Karenina - Lev Nikolaevic Tolstoj
  • Watching: //go vegan
  • Playing: //go vegan
  • Eating: cotolette di allevatore
  • Drinking: //go vegan

ANTISPECISMO 1

Sat Apr 18, 2009, 1:40 AM
Vista in sezione, la struttura sociale del presente dovrebbe configurarsi all’incirca così:
Su in alto i grandi magnati dei trust dei diversi gruppi di potere capitalistici che però sono in lotta tra loro; sotto di essi i magnati minori, i grandi proprietari terrieri e tutto lo staff dei collaboratori importanti; sotto di essi - suddivise in singoli strati - le masse dei liberi professionisti e degli impiegati di grado inferiore, della manovalanza politica, dei militari e dei professori, degli ingegneri e dei capufficio fino alle dattilografe; ancora più giù i residui delle piccole esistenze autonome, gli artigiani, i bottegai, i contadini e tutti gli altri, poi il proletariato, dagli strati operai qualificati meglio retribuiti, passando attraverso i manovali fino ad arrivare ai disoccupati cronici, ai poveri, ai vecchi e ai malati.
Solo sotto tutto questo comincia quello che è il vero e proprio fondamento della miseria, sul quale si innalza questa costruzione, giacché finora abbiamo parlato solo dei paesi capitalistici sviluppati, e tutta la loro vita è sorretta dall’orribile apparato di sfruttamento che funziona nei territori semi-coloniali e coloniali, ossia in quella che è di gran lunga la parte più grande del mondo. Larghi territori dei Balcani sono una camera di tortura, in India, in Cina, in Africa la miseria di massa supera ogni immaginazione. Sotto gli ambiti in cui crepano a milioni i coolie(*) della terra, andrebbe poi rappresentata l’indescrivibile, inimmaginabile sofferenza degli animali, l’inferno animale nella società umana, il sudore, il sangue, la disperazione degli animali. ...

Questo edificio, la cui cantina è un mattatoio e il cui tetto è una cattedrale, dalle finestre dei piani superiori assicura effettivamente una bella vista sul cielo stellato.

Max Horkheimer, Crepuscolo, 1933

(*) [link]

  • Mood: Contempt
  • Listening to: Hiromi
  • Reading: Max Aub - Crimenes ejemplares
  • Watching: a partiture
  • Playing: Bach Chorales
  • Eating: a vivisector

L'urbanisme

Fri Dec 26, 2008, 2:17 PM
"Le circolazioni meccaniche verticali, che nei paesi sufficientemente organizzati hanno già raggiunto un livello d'impeccabilità tecnica, garantiranno lo sfruttamento perfetto degli edifici, determinando così una serie di conseguenze di cui la più importante sarà l'inidpendenza reciproca tra i volumi edilizi e le vie di comunicazione, ossia il compimento di un'operazione considerata fino ad oggi utopistica: la separazione del traffico pedonale da quello dei veicoli. Il volume edilizio non sarà più allora il mero residuo dell'intersecarsi di tre o quattro strade, e la strada cesserà di essere un corridoio tra le facciate innalzate lungo i suoi lati, nel quale si precipitano e s'ingorgano assurdamente gli esseri e i mezzi più disparati: pedoni, cavalli, tram, automobili, autocarri. Splendido frutto di questa riforma sarà uno slancio nuovo dell'edificio, dominante gli spazi liberi circonstanti, una disposizione superbamente architettonica dei quartieri residenziali o di lavoro."

"Bisognerà riconsiderare ogni cosa: la ragion d'essere delle città attuali, sedi di convulse concentrazioni e di pericolose promiscuità; le cause della fuga dalle campagne. I due grandi volani del lavoro, l'agricoltura e l'industria, impongono un riesame della stessa riutilizzazione del suolo, del modo in cui gli uomini si sono distribuiti sul territorio o se ne sono impadroniti, coprendolo a poco a poco di città, di centri industriali, di villaggi e di fattorie. Nel dotarsi d'una attrezzatura la civiltà delle macchine fu essenzialmente improvvisatrice. L'aver lasciato campo libero all'iniziativa privata ci ha procurato condizioni di lavoro, d'abitazione e di trasporto arbitrarie, ha degradato il paesaggio e avvilito gli animi, instaurando un regime contrario al bene dell'umanità."

Maniera di pensare l'urbanistica (1963), Le Corbusier

  • Mood: Winter Downs
  • Listening to: Darwin - Banco del Mutuo Soccorso
  • Reading: La luna e i falò - Cesare Pavese
  • Watching: Mirkos
  • Playing: Bach e Area
  • Eating: Pioppini

Settembro

Fri Sep 12, 2008, 4:05 AM
-La parola "artista" che, nel senso più comune, conferisce oggigiorno a colui che la porta un grande prestigio intellettuale, il privilegio di passare per puro spirito, questo termine altisonante è totalmente incompatibile, secondo me, con la condizione di homo faber. E' il momento di ricordarci che, nei nostri limiti, se è vero che siamo "intellettuali", non è quello di pensare ma di operare.-

-La tradizione è tutt'altro che abitudine, anche eccellente, in quanto l'abitudine è per definizione una acquisizione inconscia e che tende a diventare meccanica, mentre la "tradizione" è "un'accettazione cosciente e deliberata". Una vera tradizione non è testimonianza di un passato remoto; è una forza viva che anima e alimenta il presente. In questo senso è vero il paradosso che tutto ciò che non è tradizione è plagio....-

Poetica della musica, Igor Stravinskij

  • Mood: Sociable
  • Listening to: The lamb lies down on Broadway - Genesis
  • Reading: The Trial (Der Prozess) - Franz Kafka
  • Eating: Havreflarn
  • Drinking: Coffee

Lugliòlolo

Wed Jul 23, 2008, 2:12 AM
"Un giorno ti ho chiesto cosa fare di una frazione che avevi davanti agli occhi. Mi hai risposto meccanicamente: -Bisogna trovare il comune denominatore-. C'era una sola frazione, quindi un solo denominatore, ma tu non demordevi: -Bisogna trovare il comune denominatore!-. Siccome io insistevo: -Rifletti un po', Daniel, qui c'è una sola frazione, quindi un solo denominatore-, tu ti sei incavolato: -L'ha detto il maestro: nelle frazioni bisogna trovare il comune denominatore!-."

Chagrin d’école - Daniel Pennac

  • Mood: Llama
  • Listening to: Beyond standard - Hiromi's sonicbloom
  • Reading: Chagrin d’école - Daniel Pennac
  • Watching: the Sun
  • Playing: nord lead 2x and fender jazz bass (......not mine)
  • Eating: chocolate cookies
  • Drinking: cold tea

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